Adesso

9 Marzo 2011
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Questa è l’ora più bella nel mio ufficio.
Tutto è silenzioso attorno, il traffico sembra sospeso e il sole ferma l’aria rarefatta accarezzandomi le spalle col suo calore. Finalmente luce tutto attorno, intensa fino ad accecare e poi d’improvviso in pochi attimi ogni giorno arriva la penombra e un brivido.

comunicato stampa :)

4 Marzo 2011
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Il bollettino di questi primi due mesi dell’anno porta:

  • crisi aziendale
  • sospensione stipendio
  • segretaria persa per strada (che confusione!)
  • nuova segretaria in rodaggio
  • ripresa aziendale e “stipendiale” (olè)
  • ansie amorose
  • ansie amorose di amici e colleghi
  • familiari ammalati e/o operati

risultato di tutto questo centrifugato: STRESSSSSSSSSSS

Fermate il mondo, voglio scendere!

3 Febbraio 2011
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Dicono che gli anni dispari siano più fortunati.
Ma naturalmente io sarò l’eccezione che conferma la regola. :)
Intanto il mio blog ha compiuto un altro anno, adesso sono quattro, comincia ad essere un ometto.
E’ già un anno che siamo nella nuova piattaforma poi.
Eheh sembro l’almanacco stasera!!!

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Cari Amici Bloggers vi auguro anche..

30 Dicembre 2010
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…un Anno Nuovo saltellante!!! :)

Cari Amici Bloggers..

23 Dicembre 2010
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…BUON NATALE!!!

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Ecco..

5 Dicembre 2010
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.. è arrivato di nuovo Dicembre, è arrivato il freddo, un freddo secco che qui non c’è quasi mai; è arrivato all’improvviso, nascosto dietro lo splendido sole che mi ha accompagnato fin qui, tiepido, luminoso. Ed è arrivato il raffreddore, appena ha sentito solo la parola vaccino il mio sistema immunitario si è incavolato, dal momento che mi ammalo soprattutto quando mi vaccino :)
Ancora ho i sensi chiusi all’aria del Natale che prepotente si impone. Ma ho voglia di neve.

Sono un cartoon!!!!!!!!!!!!!!!!!

21 Ottobre 2010
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mafalda9

:) :) :)

5 minuti solo per me…

11 Ottobre 2010
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… da quando sono diventati un lusso ho imparato quanto sia prezioso il tempo.

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Flames to dust
Lovers to friends
Why do all good things come to an end

Facciamo festa!

6 Ottobre 2010
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Dunque, dopo aver passeggiato per qualche giorno nel paese delle meraviglie dei blog, popolato di figure stranissime o simpaticissime, dove spesso è risuonato  il grido ”t a g l i a t e l e     la    t e s t a a a a a a a a a”, mi è venuta voglia di sgranchirmi i piedi invece e di ballare! :)
Così ho messo su questa canzone, che mi viene sempre in mente quando ho voglia di far casino. Nella prossima vita voglio rinascere Mika. Mi sta troppo simpatico.

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I wanna talk to you.
(The last time we talked Mr. Smith
you reduced me to tears.
I promise you that wont happen again)
Do I attract you?
Do I repulse you with my queasy smile?
Am I too dirty?
Am I too flirty?
Do I like what you like?
I could be wholesome
I could be loathsome
guess Im a little bit shy
Why dont you like me?
Why dont you like me without making me try?
I try to be like Grace Kelly
mmm mmm
But all her looks were too sad
ahh ahh
So I tried a little Freddie
MMM MMM
I’ve gone identity mad!

I could be brown
I could be blue
I could be violet sky
I could be hurtful
I could be purple
I could be anything you like
Gotta be green
Gotta be mean
Gotta be everything more

Why dont you like me?
Why dont you like me?
Why dont you walk out the door!

(getting angry doesnt solve anything)

How can I help it
How can I help it
How can I help what you think?
Hello my baby
Hello my baby
Putting my life on the brink

Why dont you like me
Why dont you like me
Why dont you like yourself?

Should I bend over?
Should I look older
just to be put on your shelf?

I try to be like Grace Kelly
mmm mmm
But all her looks were too sad
ahh ahh
So I tried a little Freddie
MMM MMM
I’ve gone identity mad!

I could be brown
I could be blue
I could be violet sky
I could be hurtful
I could be purple
I could be anything you like
Gotta be green
Gotta be mean
Gotta be everything more Why dont you like me?
Why dont you like me?
walk out the door!

Say what you want to satisfy yourself
hey!
But you only want what everybody else says you should want,
you want

I could be brown
I could be blue
I could be violet sky
I could be hurtful
I could be purple
I could be anything you like

Gotta be green
Gotta be mean
Gotta be everything more Why dont you like me?
Why dont you like me?
walk out the door!

I could be brown
I could be blue
I could be violet sky
I could be hurtful
I could be purple
I could be anything you like
Gotta be green
Gotta be mean
Gotta be everything more

Why dont you like me?
Why dont you like me?
walk out the door!
ooooooooooh ooh oooooooh
waaa wow

(humphry were leaving)
 

 

 

KACHINGA!!

“Bene… dove eravamo rimasti”

3 Ottobre 2010
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Questo post, frutto di osservazione spicciola da cittadina, è pronto da diverso tempo, credo l’argomento sia ancora attuale ma quasi quasi adesso mi viene da ridere a pubblicarlo.

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C’è un comportamento molto diffuso nella società odierna, mutuato da tecniche di comunicazione ben consolidate tra le fazioni che poggiano la solidità dei loro affari pubblici e privati e del loro potere in buona parte sul consenso. Si tratta di screditare, spesso preventivamente, i nemici,  le persone che non ci piacciono o che si pensa  siano in grado in qualche modo di nuocerci, in modo da minare la loro credibilità e rendere quello che eventualmente possono dire inefficace o quantomeno meno dannoso per noi.
Gli strumenti di cui ci si serve in tali casi sono la calunnia, la prepotenza, la connivenza, la doppiezza, l’intimidazione, la minaccia. Ossia quello che in un due parole si chiama comportamento mafioso. Diffuso ovunque e a tutti i livelli, dal momento che anche i bambini ormai sanno che la mafia non è solo quella che si traveste di lupara e coppola.
Quello che accomuna quasi tutti i casi in cui questo comportamento viene applicato è non solo la metodologia ma anche la “coda di paglia” rispetto a qualcosa che non si vuol mostrare perchè a dispetto di una ostentata sicurezza e spocchia evidentemente potrebbe sbriciolare quella facciata. E non soltanto quella.
Le persone intelligenti, le uniche del cui giudizio ci si deve curare, in genere, anche se abbagliati come tutti dal baccano e dal frastuono che fanno gli asini, sanno alla fine distinguere il vero dal verosimile. Tuttavia il problema di questo paese è che sono una minoranza e sempre più esigua dal momento che l’esercizio del potere associato a queste metodiche minano sempre più la capacità critica e gli strumenti di comprensione delle persone, precipitandoli nell’oscurantismo che li fa sciocchi fruitori passivi di ogni fesseria che viene vestita da lustrini.

NB. Le immagini si riferiscono ad esponenti di una precisa area politica in quanto essa, più delle altre e non da ora, si sta prodigando in tali esempi. Sono certa che ci saranno mille altre magagne da attribuire alle altre fazioni politiche ma questa non mi risulta. Se fosse una mia lacuna, vi invito a colmarla.
NB2. Ogni possibile eventuale riferimento non è puramente casuale, tranne quelli che non mi sono venuti in mente.  :)

Mi affaccio…..

17 Settembre 2010
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Uelà ciao a tutti quanto tempo che non ci si scrive :D
Come è stata la vostra estate?
La mia è volata, alle prese con passaggi di vita importanti. Sono sempre meno presente nel blog, progressivamente in quest’anno i miei vuoti si sono fatti più ampi. Però sono solo momenti. Certi giorni più di altri sono ripassata a visitarvi, spesso in modo superficiale, di volata, per cui rarissimamente mi sono soffermata a commentare, si rischia di dire scemenze, ok va bene, più scemenze del solito :)
Ho trovato però alcune novità interessanti.
Ha riaperto il blog di Versoinfame! Ne sono davvero contenta, lo sento un pezzettino mio anche se non mi viene nessun verso da un bel po’, allora mi impegno a riabituarmi ad essere presente come commentatrice e non solo come lettrice (fioretto d’autunno :) ) e intanto per sentirmi più partecipe mi sono iscritta alla pagina che hanno anche su FB riaprendo l’account di Titania che avevo chiuso ormai un anno fa.

A questo proposito ringrazio tutti i lettori (boccaloni!) che in questi giorni hanno fatto schizzare il contatore delle visite di questo blog, aspettandosi di trovare chissà cosa, non tanto per merito mio devo dire, visto che non c’ero ahaha, quanto per merito (grazie!) di qualche visionaria, dalla mente certo ottenebrata da fantasmi da cui si sente perseguitata ovunque, la quale invece ha pensato e scritto che, abbandonandomi alle sue stesse logiche da “Allegre Comari di Windsor”, io apra e chiuda i miei spazi in funzione sua (forse un attacco di “lupo di mala coscienza”!?). Evidentemente uno dei suoi tentativi di darsi un’importanza che non ha, nonché lampante dimostrazione della pochezza della sua vita dato l’interesse insistente che nutre per quelle altrui non paga di esserne comunque costantemente ignorata. Mah… vabbè… “cumpatemu”!
I fatti però vanno sempre riportati correttamente. Opinioni e interpretazioni, invece, seppur distorte, chiunque può tenersele, anche lei, e farci anche un cartellone 6×3. Chi ha testa sa pensare da sé. Sapete come si dice: “male non fare, paura non avere”. Quanti/e lo possono dire davvero?
Veramente molto divertente. Ma niente di grave, sono solo peccati veniali, ha fatto solo un’altra figuraccia!!! ;)

Dalla mia finestra e non solo…

25 Luglio 2010
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Quest’estate resto a casa, niente vacanze fuori, me ne resto qui in Sicilia, e sono già fortunata così. Posso visitare un luogo meraviglioso al giorno, decidendo anche all’ultimo minuto cosa fare e trovare tutto quello che riempie lo spirito e gli occhi (e “a panza”).
Buona estate a tutti :)

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Un’altra occasione sprecata per tacere

29 Giugno 2010
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Stamattina la tristissima ma purtroppo prevedibile (a seguito della gravità del suo incidente) notizia della morte di Pietro Taricone. La morte di un ragazzo giovane e vitale crea sempre a mio parere una sensazione di ingiustizia. Nei confronti di un personaggio noto poi il risalto diviene maggiore, a prescindere dal peso dei “meriti artistici” del personaggio in questione. E le voci in proposito si rincorrono.
Già da ieri alla notizia del suo incidente in rete e sui media circolavano i commenti più disparati e spesso davvero infami, echi dell’antica antipatia che Taricone ha da sempre suscitato, nonchè strascico di quell’abitudine alla maldicenza che accomuna gran parte del nostro popolo (salvo poi spacciarsi sempre per paladini dei buoni sentimenti).
Lo sciacallaggio che propinano i media è vergognoso spesso e volentieri, ma quello delle persone “comuni” è anche più disgustoso. In genere sono persone pronte ad ossequiare chiunque gli porti un beneficio, ma poi, nascosti dietro un monitor, si galvanizzano ad insultare chicchessia.
Taricone il rispetto a mio avviso se lo era guadagnato già da vivo nel momento in cui dopo il GF (che nella prima edizione era comunque un’esperimento ancora scevro dal compiacimento e dalle furberie delle edizioni successive) ha cercato una strada “onesta” e difficile nello spettacolo senza andare a fare il pagliaccio nelle varie trasmissioni domenicali o il tronista o il prezzemolino qua e là. E questo tipo di integrità, di schiaffi morali la gente non te li perdona. Probabilmente il pubblico ama di più quel tipo di personaggi e quindi per me è quel pubblico che non merita nessuno rispetto.
Buon viaggio Pietro.

!

24 Giugno 2010
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17 Commenti

regalo20sorrisi
Sorridi sempre.  Al nemico dà fastidio.

Oggi sarebbe un buon giorno per scrivere un post.

16 Giugno 2010
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svampita
Oggi sarebbe un buon giorno per scrivere un post.
Ho un’oretta libera e potrei farne una bozza.
Per restare in quest’ambito potrei raccontarvi di questo mese e mezzo di vaga latitanza dal blog, in cui vi ho comunque seguito talvolta, saltellando qua e là (epperò mi sono persa l’appuntamento quotidiano con la soap opera di Tiscali, le avventure di Soloioinfinitamente, qualcuno mi aggiorna per favore?); tanti tantissimi bloggers sono connessi tra loro e basta seguirne le tracce, come mollichine di pane, per giungere agli amici soliti e piacevoli, ai loro amici più sorprendenti, ad alcuni nuovi arrivi davvero freschi e interessanti, fino alle varie pizze e minestre riscaldate (no, non parlo dei blog di ricette).
Molto rassicurante ritrovare tutto perfettamente a posto.
Per la serie “non ci resta che piangere” potrei raccontarvi del tempo passato in ospedale con mio padre, oppure per la serie “noi siamo gente impegnata” potrei illustrarvi le mie sapienti considerazioni sulla società, in fondo i temi “d’attualità scottante” (come dice certa stampa) non mancano: il precariato, la legge sulle intercettazioni…
Inoltre, per la serie “riusciranno le nostre eroine a venirne fuori sane e salve” potrei raccontarvi le peripezie di 2 ragazze single ad un matrimonio catanese :D
Sì, ci sarebbe un bel po’ da fare e da dire…
eppure eppure in verità adesso ho troppo sonno, magari poltrisco…
sìsì ho deciso, il post non lo faccio!!!
:D

“Chiudere gli occhi è la prima bugia della fotografia”

28 Aprile 2010
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Voglio condividere con voi uno spazio di riflessione.
Quando ho letto le parole di questo post vi ho trovato dentro tutte quelle tematiche che in questi giorni mi rincorrono per blog o per cronaca – aborto, suicidio, violenza, etica, bambini, informazione, comunicazione, male – riassunte in una circostanza specifica che si porta dentro un carico di dolore e di complessità immane.
Il post me lo ha segnalato un mio amico fotoreporter, a corollario di tante animate discussioni che abbiamo avuto sul mestiere suo e di tanti suoi colleghi.

L’impossibile scelta di Marco
di Michele Smargiassi
Questa storia dividerà le coscienze e le emozioni. Lo sta già facendo sui blog di mezzo mondo, curiosamente non in Italia, benché il fotografo attorno a cui tutto gira sia italiano d’origine. Si chiama Marco Vernaschi, è torinese per nascita, ha 37 anni, ha vinto un premio World Press Photo e sta lavorando, finanziato dal Pulitzer Center on Crisis Report, su un argomento che fa rabbrividire: i sacrifici rituali di bambini in Uganda ad opera di presunti “guaritori”, un fenomeno di crudeltà mascherata (senza fondamento) da “ritualità tradizionale” esploso negli ultimi anni, contro cui lo stesso governo locale sta conducendo una dura repressione. In gennaio e febbraio, Vernaschi ha lavorato sul campo per raccogliere prove visuali dei crimini. Durante una di queste investigazioni si è imbattuto nel dolore di una famiglia a cui, lo stesso giorno, era stata mutilata e uccisa una figlia di dieci anni. Dopo un lungo colloquio, durante il quale il fotografo ha spiegato il senso e le motivazioni del suo lavoro di denuncia, la madre ha accettato di mostrare il corpo straziato della bambina, riesumandolo dalla fosse in cui era stato appena sepolto. Vernaschi ha fotografato quel corpo. Al momento del congedo, il capo del villaggio gli ha chiesto “un contributo” per pagare le spese legali della famiglia. Vernaschi ha accettato di consegnare alla madre quello che aveva in tasca, una settantina di dollari.
Questi i fatti come raccontati dallo stesso fotografo nel report pubblicato sul sito del Pulitzer Center assieme alle fotografie (ora rimosse). La tempesta si è scatenata immediatamente, quando un altro fotografo dopo aver sfogliato le immagini di Vernaschi su Facebook ha deciso di ripercorrere i suoi passi in Uganda, fornendo un’altra interpretazione della storia, molto accusatoria. Sul capo di Vernaschi, per questa e per altre immagini, è caduta dal mondo dei blogger, dai giornali e da altri censori più o meno perentori una valanga (ringrazio un altro Marco, commentatore assiduo di questo blog, per le segnalazioni) di accuse e di sospetti: aver violato la legge che vieta le esumazioni, aver comprato il dolore di una famiglia, aver calpestato pietà ed etica professionale, avere ignorato la dignità dei bambini protetta dalle carte internazionali sui loro diritti. In molti di questi aspri commenti, per la verità, sembra prevalere l’accusa di aver fotografato corpi di bambini nudi: come se si riducesse tutto ad una questione di pornografia minorile (il New York Times si fece la stessa domanda di fronte alla ora celebre foto di Nick Ut con la piccola vietnamita nuda e piangente per le ferite del napalm, e sciolse il dilemma pubblicandola).
Vernaschi ha risposto ad alcune dei suoi critici, riconoscendo di aver osato, ma adducendo il valore etico finale del proprio lavoro e chiedendo di essere giudicato non in astratto, ma nel contesto concreto delle sue azioni.
Non è facile prendere una posizione morale su questo caso. O meglio, sarebbe più facile e comodo prenderne una di condanna assoluta, che ci mette al riparo dal farci una o due domande scomode sul mestiere del fotoreporter. Che è quello di testimone visuale, di “occhio pubblico”. E lo è anche quando ciò che va a vedere è ciò che non ci piace vedere (né sapere: che non vedendo, non sapremmo, oppure non riterremmo degno di attenzione), che ci disturba, che ci disgusta.
Non conosco Marco Vernaschi. Quel che dico prescinde dunque dalle impressioni sulla sua persona. Da quel che leggo, concedendogli il diritto alla buona fede (sempre revocabile di fronte a prove contrarie), capisco però che si è cacciato nella condizione più impossibile per un fotografo dotato di una coscienza. Viene a conoscenza di un crimine orrendo, anello di una catena di crimini disumani che può e deve essere denunciata e fermata. Sta lavorando precisamente su quello. Sa di possedere uno strumento, la fotocamera, in grado di trasformare un documento di denuncia come tanti tra quelli che vengono abitualmente diffusi dalle organizzazioni umanitarie e poi cadono nel silenzio e nella distrrazione, in un grido che non può lasciare tranquillo nessuno. Sa che per agire deve superare almeno un disagio interiore, varcare qualche soglia etica. Decide che il suo compito è documentare: è per questo che è lì. Io non posso dargli del tutto torto. Per come la vedo io, le fotografie vanno scattate, anche le più disturbanti e inguardabili, quando c’è una ragione per farlo, e questa ragione è il dovere di testimoniare qualcosa che altrimentio andrebbe perduto o ignorato o censurato. Chiudere gli occhi è la prima bugia della fotografia. Quanto a mostrare quel che si è visto e registrato, questa è una decisione che potrà essere presa dopo, a mente più lucida e considerando tutte le variabili di opportunità ed etica.
Ma che succede quando scattare non è solo assistere a una situazione, ma anche intervenire su di essa? Quando intervenire implica superare qualche confine etico o legale? È quello il momento in cui il fotografo testimone è solo con la propria coscienza. Fermarsi di fronte a un divieto o a uno scrupolo ci avrebbe privato di molte immagini del passato che siamo invece convinti sia giusto poter vedere oggi. Il “bene della causa” giustifica dunque tutto? La possibilità di denunciare un crimine autorizza a produrre un “male minore”? Nel racconto di Vernaschi in realtà questa violazione sembra essere stata in qualche modo condivisa e non imposta con le persone che l’avrebbero subita. Ma questo è sufficiente?
Mi torna in mente la fotografia di Tomoko, la piccola focomelica fotografata da W. Eugene Smith a Minamata, in accordo coi i genitori di lei, per denunciare un criminale caso di inquinamento industriale. Anni dopo, quella foto, pubblicata ovunque e divenuta un commovente simbolo di un’ingiustizia, è stata ritirata dalla circolazione per richiesta degli stessi familiari di Tomoko. È successo in quel caso quel che penso possa accadere alle foto estreme: sono le onde della storia, le maree dell’etico e del non-etico che cambiano, a determinare il destino di un’immagine (anche se io ritengo che quella particolare immagine faccia ormai parte del patrimonio visivo e morale dell’umanità, e ucciderla sia ingiusto, oltre che impossibile). Mi viene in mente un’altra foto, la bambina sudanese ormai morta di fame sotto gli occhi pazienti e crudeli di un avvoltoio: quella foto vinse il premio Pulitzer (guarda il caso), ma il suo autore Kevin Carter, fotografo sudafricano con molti problemi ma sicuramente non cinico, fu additato come avvoltoio umano per non aver saputo dire il destino di quella bambina, e qualche tempo dopo si suicidò. Difficile essere semplici testimoni di una tragedia umana. Ma di testimoni abbiamo bisogno, o no?
Credo che Vernaschi si sia assunto il carico di una scelta estrema, fuori dalle regole, senza sfuggire al suo peso. Penso, da quel che leggo, che sia disposto a riconoscere i limiti e la precarietà della sua scelta, così come io, lettore, sono autorizzato a pensare che la sua convinzione di essere nel giusto possa averlo travolto fornendogli una giustificazione per superare il tormento interiore che penso e spero lo abbia assalito in quel momento. Sulla sua buona fede giudicherà chi lo conosce. Sul diritto o meno di quella fotografia ad esistere, giudicherà la storia.

Ogni immagine, per quanto sconvolgente sia il suo impatto, è comunque qualcosa che racconta una storia in maniera “nuda”,  senza corollari di sorta. Tremenda è invece, spesso, tanta cronaca “commentata”, così morbosamente inutile ed insulsa, a cui da tempo ci hanno abituati.

Ciao Raimondo

15 Aprile 2010
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vianello

Ecco perchè era tutto grigio oggi.
Se n’è andato il più bravo, un vero Signore.
Buon viaggio Raimondo :(

Perduto Amore

24 Marzo 2010
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Ho letto giorni fa un articolo di Massimo Gramellini sulla Stampa. Sono tornata spesso a rileggerlo. C’è qualcosa che mi ha catturato e si è messo nel fondo della mia coscienza. E’ rimasto lì. Così lo vado a trovare spesso per gustarne, assaporarne il pungolo dolceamaro.

11/3/2010
Perduto amore
“A un anno e mezzo dalla morte del figlio Vito, ucciso dal crollo del soffitto del liceo Darwin di Rivoli, la signora Cinzia ha ingerito un tubetto di pillole nel tentativo di raggiungerlo. E’ stata salvata dalla lavanda gastrica, e dall’altra figlia che l’ha trovata riversa sul letto come se dormisse. Gli stoici dicevano che il dolore è un’inadeguatezza alla situazione ed effettivamente è così. Siamo inadeguati a reggere l’evento più innaturale che esista: la morte di un figlio, che è morire in due rimanendo vivi, e rimanendolo in mezzo ad altre persone che soffriranno con noi solo per un po’ – gli amici, il parentado – oppure per sempre, ma in modo diverso. Mi riferisco ai figli sopravvissuti, che si ritrovano senza un fratello e orfani di genitori che non saranno mai più quelli di prima.

Anche chi è assolutamente convinto che la vita abbia un senso ammutolisce di fronte al dolore di una madre o di un padre. E non può non interrogarsi sulla potenza selvaggia di quel legame di carne che ogni giorno, giustamente, viene messo in discussione dai conflitti generazionali. Tutti, almeno una volta, abbiamo pensato che i nostri genitori non ci amassero. Ma il gesto della signora Cinzia serve a ricordarci che il senso della vita è proprio lì, in quel legame fra chi crea e viene creato. In quell’amore assoluto che dà senza chiedere. Nel libro «Una madre lo sa» di Concita De Gregorio, un’ostetrica racconta che, appena nasce un bambino, le persone in attesa fuori dalla sala-parto le chiedono subito come sta il figlio. Solo una chiede prima come sta la mamma. Sua mamma”.
Massimo Gramellini

Il mio regno per un calzino!!

19 Marzo 2010
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Settimana interessante per la comunicazione del nostro paese.
Si è aperta con la sospensione di Brachino dall’ordine dei giornalisti per due mesi per il servizio sul giudice Mesiano, reo non tanto di aver contribuito a svelare qualche marachella del premier ma soprattutto di aver indossato dei calzini “stravaganti” (cfr tiscali notizie). Tempo fa mi ero già trovata a dire che Brachino non mi piace professionalmente pur non potendolo definire un coglione integrale. Adesso che si è fatto sospendere dai suoi stessi colleghi (e visto il livello del giornalismo in Italia la cosa gli dovrebbe fare ancora più male) non per uno scoop, ma per dei calzini, direi che però posso fare qualche passo verso quella direzione. :D
Pessimo esempio di pessimi giornalisti, tutti faziosi ok, a destra e sinistra, ma mai un inchiesta sapiente davvero, mai un reportage che non sia solo dileggio e compiaciuto perdippiù! Mai un servizio che sia ben fatto, a prescindere dal lato in cui si schieri la notizia.
La ciliegina sulla torta ce la mette la Rai che prima arruola Aldo Busi per l’Isola dei famosi e poi si scandalizza e lo mette al bando!
La solita ipocrisia! Aldo Busi è notoriamente uno che anche per dire “buongiorno” ci mette dentro qualche coloritura. L’hanno scoperto solo adesso sull’isola quali fossero le sue idee? Ma fateci il piacere!!!!!!!!!!!! Certo non si aspettavano che si sarebbe messo a fare il Catechista. ;)  
Ormai non si può più dire nulla che viene subito evocato lo spauracchio dell’offesa e della conseguente querela o censura. Maaaaah. A mio avviso “immonde” (commento di Storace su Busi) non sono le opinioni, immonde sono le azioni di chi corrompe, ruba, lucra, delinque, abusa. C’è bisogno che dica dove devono andare a guardare questi nostri politici indignati e moralizzatori??

Festa!!!

23 Febbraio 2010
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28 Commenti

Bene!!
Primo post nella nuova piattaforma (se ci riesco).
Primo giorno dopo la migrazione (se ci sono riusciti loro).
Ho già però grande nostalgia del mio vecchio bloggino tutto verdebosco :( Ciao Ciao Vecchio Blog …. 

Primo compleanno nella nuova casa virtuale (e speriamo che duri stavolta)

….adesso soffio le candeline….

torta-di-compleanno