Inquietudini

Io sono verticale

Ma preferirei essere orizzontale.
Non sono un albero con radici nel suolo
succhiante minerali e amore materno
cosi’ da poter brillare di foglie a ogni marzo,
ne’ sono la beltà di un’aiuola
ultradipinta che susciti grida di meraviglia,
senza sapere che presto dovro’ perdere i miei petali.
Confronto a me, un albero è immortale
e la cima di un fiore, non alta, ma piu’ clamorosa:
dell’uno la lunga vita, dell’altra mi manca l’audacia.

Stasera, all’infinitesimo lume delle stelle,
alberi e fiori hanno sparso i loro freddi profumi.
Ci passo in mezzo ma nessuno di loro ne fa caso.
A volte io penso che mentre dormo
forse assomiglio a loro nel modo piu’ perfetto -
con i miei pensieri andati in nebbia.
Stare sdraiata è per me piu’ naturale.
Allora il cielo ed io siamo in aperto colloquio,
e sarò utile il giorno che resto sdraiata per sempre:
finalmente gli alberi mi toccheranno, i fiori avranno tempo per me.

Sylvia Plath



9 Commenti to “Inquietudini”

  1.   sergio Says:

    Indubbiamente una bella poesia, tuttavia eccessivamente intrisa di pessimismo e di malinconia. La vita non è solo questo, l’indifferenza c’è ma non tutti sono indifferenti, così come c’è anche la gioia o, quantomeno, la speranza.
    Ciao Tita

  2.   Redisaturno Says:

    Sfuggi dai tormenti, dagli affanni e alimenta le passioni e i buoni sentimenti.

    :)

  3.   andreapac Says:

    pensieri profondi in cerca di tanti perchè.
    similitudini di immortalità, di lunga vita e di bellezza che dura poco tempo, un fiore.
    Orizzontale in un prato appena rasato in primavera a scrutare fantasmi di nuvole spinte dal vento che solcano il celo.
    Quando potremo dire basta al notro cervello di lavorare?

  4.   Redisaturno Says:

    Passavo per il boscodititania, ma non ho trovato nessuno!

    :D

  5.   Titania Says:

    perche ero da te RE! :)

  6.   sergio Says:

    Ancora pochi giorni e sarà la tua festa! Auguri, auguri, auguri cara Titania! :-D

  7.   CASSANDRO Says:

    Nessuno è un albero “immortale”, né un’aiuola “ultradipinta”. Nell’universo siamo al massimo “un punto, anzi meno di un punto”, anche se spesso inutilmente ci siamo sentiti, o ci hanno fatto sentire come se di questo fossimo il centro.

    E’ perciò assai triste il momento in cui al redde rationem improvvisamente, o forse meglio “a poco a poco”, vengono meno . . . . . . .

    L E C E R T E Z Z E

    Col tempo ho perso tutte le certezze!
    Erano molte un dì ed ora sono
    precipitate . . . Troppe le amarezze,
    le disillusioni . . . Ormai il tuono

    di fine temporale si allontana,
    e si è fatto vuoto il mio cartoccio.
    Me ne restasse una sola sana
    di mille verità! . . . E mi accartoccio

    in questi ultimi giorni alla difesa
    di quello in cui credevo, ma è tanto
    se tutta non dichiaro la mia resa,

    se cerco come scusa “nel mio canto
    c’era una nota troppo alta presa
    . . . credevo fosse riso ed era pianto!”

    Ne avessi azzeccata una sola!
    . . . e rimedio non c’è, chè già si vola!

    (Cassandro)

  8.   Titania Says:

    “tutta non dichiaro la mia resa” :)
    benvenuto Cassandro.
    __________________

    tante grazie per gli auguri Sergio,
    un abbraccio :)

  9.   sergio Says:

    Stavo meditando su quella frase di Sylvia Plath: “Stare sdraiata è per me piu’ naturale.
    Allora il cielo ed io siamo in aperto colloquio” e mi dicevo che… poveraccia… se tutto quello che le in quel caso le resta è solo il colloquio col cielo, allora, dovrebbe essere proprio bruttarella… mi sbaglio?