Marzo 2010

Perduto Amore

24 Marzo 2010 24 Marzo 2010
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Ho letto giorni fa un articolo di Massimo Gramellini sulla Stampa. Sono tornata spesso a rileggerlo. C’è qualcosa che mi ha catturato e si è messo nel fondo della mia coscienza. E’ rimasto lì. Così lo vado a trovare spesso per gustarne, assaporarne il pungolo dolceamaro.

11/3/2010
Perduto amore
“A un anno e mezzo dalla morte del figlio Vito, ucciso dal crollo del soffitto del liceo Darwin di Rivoli, la signora Cinzia ha ingerito un tubetto di pillole nel tentativo di raggiungerlo. E’ stata salvata dalla lavanda gastrica, e dall’altra figlia che l’ha trovata riversa sul letto come se dormisse. Gli stoici dicevano che il dolore è un’inadeguatezza alla situazione ed effettivamente è così. Siamo inadeguati a reggere l’evento più innaturale che esista: la morte di un figlio, che è morire in due rimanendo vivi, e rimanendolo in mezzo ad altre persone che soffriranno con noi solo per un po’ – gli amici, il parentado – oppure per sempre, ma in modo diverso. Mi riferisco ai figli sopravvissuti, che si ritrovano senza un fratello e orfani di genitori che non saranno mai più quelli di prima.

Anche chi è assolutamente convinto che la vita abbia un senso ammutolisce di fronte al dolore di una madre o di un padre. E non può non interrogarsi sulla potenza selvaggia di quel legame di carne che ogni giorno, giustamente, viene messo in discussione dai conflitti generazionali. Tutti, almeno una volta, abbiamo pensato che i nostri genitori non ci amassero. Ma il gesto della signora Cinzia serve a ricordarci che il senso della vita è proprio lì, in quel legame fra chi crea e viene creato. In quell’amore assoluto che dà senza chiedere. Nel libro «Una madre lo sa» di Concita De Gregorio, un’ostetrica racconta che, appena nasce un bambino, le persone in attesa fuori dalla sala-parto le chiedono subito come sta il figlio. Solo una chiede prima come sta la mamma. Sua mamma”.
Massimo Gramellini

Il mio regno per un calzino!!

19 Marzo 2010 19 Marzo 2010
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Settimana interessante per la comunicazione del nostro paese.
Si è aperta con la sospensione di Brachino dall’ordine dei giornalisti per due mesi per il servizio sul giudice Mesiano, reo non tanto di aver contribuito a svelare qualche marachella del premier ma soprattutto di aver indossato dei calzini “stravaganti” (cfr tiscali notizie). Tempo fa mi ero già trovata a dire che Brachino non mi piace professionalmente pur non potendolo definire un coglione integrale. Adesso che si è fatto sospendere dai suoi stessi colleghi (e visto il livello del giornalismo in Italia la cosa gli dovrebbe fare ancora più male) non per uno scoop, ma per dei calzini, direi che però posso fare qualche passo verso quella direzione. :D
Pessimo esempio di pessimi giornalisti, tutti faziosi ok, a destra e sinistra, ma mai un inchiesta sapiente davvero, mai un reportage che non sia solo dileggio e compiaciuto perdippiù! Mai un servizio che sia ben fatto, a prescindere dal lato in cui si schieri la notizia.
La ciliegina sulla torta ce la mette la Rai che prima arruola Aldo Busi per l’Isola dei famosi e poi si scandalizza e lo mette al bando!
La solita ipocrisia! Aldo Busi è notoriamente uno che anche per dire “buongiorno” ci mette dentro qualche coloritura. L’hanno scoperto solo adesso sull’isola quali fossero le sue idee? Ma fateci il piacere!!!!!!!!!!!! Certo non si aspettavano che si sarebbe messo a fare il Catechista. ;)  
Ormai non si può più dire nulla che viene subito evocato lo spauracchio dell’offesa e della conseguente querela o censura. Maaaaah. A mio avviso “immonde” (commento di Storace su Busi) non sono le opinioni, immonde sono le azioni di chi corrompe, ruba, lucra, delinque, abusa. C’è bisogno che dica dove devono andare a guardare questi nostri politici indignati e moralizzatori??